Anteprima Vernaccia di San Gimignano

 

Cari amici di Cantine Toscane,

oggi voglio riportarvi le mie sensazioni a seguito della mia visita all’Anteprima della Vernaccia di San Gimignano.

Per chi non lo sapesse nel mese di febbraio di ogni anno qui in Toscana i maggiori Consorzi di Tutela delle Denominazioni (Brunello di Montalcino, Nobile di Montepulciano, Chianti Classico e Vernaccia di San Gimignano) organizzano l’Anteprima della nuova annata.

Quest’ultimo week end ha visto protagonisti il Nobile di Montepulciano, il Chianti Classico e la Vernaccia di San Gimignano.

Il sottoscritto ha partecipato all’Anteprima della Vernaccia di San Gimignano presso il Museo d’Arte Moderna e Contemporanea della storica cittadina turrita.

I vini presentati dai produttori partecipanti sono stati la Vernaccia di San Gimignano 2012 e la Riserva 2011 (per la quale il disciplinare di produzione prevede un affinamento in cantina e bottiglia di quindici mesi totali prima di uscire sul mercato).

Premetto che è sempre un piacere poter visitare questa città famosa per le sue torri e bastano i due passi percorsi nelle stradine dentro le mura per respirare la bellezza e la storia qui racchiuse.

All’interno della manifestazione il visitatore è stato accolto dalla gentilezza dell’organizzazione e dal clima di ospitalità che caratterizza l’ambiente toscano ed in particolare quello dei suoi operatori agricoli.

 

Non voglio parlare di aziende singole, ma riportare le sensazioni generali.

Una particolarità che subito ho notato è stata la disponibilità dei produttori a raccontarsi.

Stimolati dalle mie domande sulle tecniche di produzione, non ho potuto non rilevare la competenza applicata ai processi produttivi unita alla saggezza derivante da secoli di vita passata nelle vigne e in cantina tramandata da padre in figlio.

Sia che l’azienda fosse a conduzione familiare o un’azienda più strutturata, non cambiava il comune denominatore della passione per un territorio che tanto dona al prestigio dell’enologia italiana nel mondo.

L’annata 2012 in generale mi ha colpito per l’intensità dei profumi che la Vernaccia sprigiona e che inebria subito l’olfatto. Profumi fruttuosi che il palato trova sostenuti da una buona struttura. È come se si fosse suggellato un gemellaggio tra nord e mediterraneo, l’intensità dei profumi tipica delle produzioni del nord legata alla struttura più usuale nei prodotti mediterranei. Secondo i produttori questo è dovuto soprattutto alla maggiore escursione termica che ha caratterizzato il ciclo fenologico (cioè il ciclo annuale che va dal germoglio primaverile alla vendemmia) dell’annata agraria 2012. Sicuramente il prodotto in generale risente delle nuove tecniche di produzione che però non abbandonano la tradizione e l’essenza di questo nobile vino.

Per quanto riguarda i prodotti “Riserva”, si notano di più le differenze tra produttori. Qui subentrano le scelte aziendali riguardo all’uso del legno (in barriques o tonneaux) con alcuni produttori che hanno sviluppato la fermentazione in legno, o la totale vinificazione e affinamento in acciaio dove è più facile il controllo della temperatura. Tutto questo permette comunque al vino di poter reggere a medio termine nel tempo e offrirci un prodotto d’eccellenza anche dopo 5/6 anni.

Al palato non ho trovato nessuna esagerazione di legno e la bocca poteva rilevare il vanigliato della barrique o la delicatezza del tonneaux.

Rispetto al vino d’annata che risultava un giallo paglierino più o meno intenso, la riserva denota un colore più dorato tenue.

Sicuramente la Vernaccia è un vino in evoluzione e oggettivamente l’annata 2012 mi ha piacevolmente sorpreso.

Invito tutti gli amici lettori ad un tour enologico in questa terra dove ospitalità e tradizione la rendono unica al mondo.

Saluto caramente tutti i lettori e come sempre… In alto i calici!

 

IndoVino

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