Cosa troverete sulle vostre tavole

Cari amici di Cantine Toscane,

ci ritroviamo al termine della vendemmia e volevo condividere con voi il sapere acquisito presso i produttori della zona riguardo al nettare di bacco targato 2012 che troverete nel prossimo futuro sulle vostre tavole.

Due sono gli aspetti che vorrei analizzare insieme:

  1. annata siccitosa
  2. mercato del vino

per quanto riguarda il primo punto a volte siamo tentati, da input colti qua e là, ad associare l’estate secca ad un’ottima annata vinicola.

Questa considerazione è giusta ed errata allo stesso tempo.

Sicuramente è vero che estate secca=annata sana. E qui intendo riferirmi al fatto che i produttori più oculati (ormai sempre di più), grazie al bel tempo intervengono solo lo stretto necessario in vigna con i fitofarmaci.

All’avvio del ciclo vegetale, in primavera, le piante erano rigogliose e sane; il clima secco e caldo che si è verificato quest’anno ha bloccato le malattie fungine e ha ridotto il rischio di muffa e marciume. Ma il caldo eccessivo e prolungato dell’estate ha stimolato una maturazione zuccherina (=alcool) anticipata e con alta gradazione che ha messo a dura prova i nostri produttori. Infatti gli esperti del settore sanno che devono equilibrare il momento della raccolta con un’altra maturazione, quella polifenolica (ovvero di sostanze organiche antiossidanti presenti nella pianta) che contribuisce a donare al vino struttura e colore.

La mia convinzione è che i produttori più oculati hanno assimilato tradizioni, conoscenza del proprio terreno ed innovazione agronomica tali da riuscire, con semplici operazioni, quali la pulitura della chioma vegetale e la lavorazione del terreno, a mantenere inumidito il terreno.

Da qui possiamo dedurre che l’equazione iniziale estate secca=ottima annata non è scontata, ma bisogna affidarsi alle capacità del produttore.

 

L’estate siccitosa influisce anche sulla quantità prodotta (e qui entriamo nel secondo punto).

Tranne qualche caso dovuto a situazioni pedoclimatiche particolari, c’è stato nel raccolto 2012 un calo, ad essere ottimisti, non inferiore al 20%. Tale diminuzione di produzione avrà effetto in un rialzo del prezzo della materia prima, l’uva. Questo, da una parte, potrà dare ossigeno alle imprese che stanno risentendo della crisi del mercato, ma non dovrebbe comportare aumenti al consumatore finale in quanto negli ultimi anni si è assistito ad un aumento del consumo pro capite dovuto soprattutto alla diffusione della cultura enologica in alcuni Paesi emergenti, come Russia, Cina, India e Brasile.

 

Saluto i cari lettori sperando di aver stuzzicato la vostra curiosità e vi aspetto in questo blog alla prossima pubblicazione.

Come sempre… in alto i calici!

 

IndoVino

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Commenti: 1
  • #1

    Antonella (lunedì, 11 febbraio 2013 19:22)

    ... che un'estate secca fosse in parte sinonimo di un'annata vnicola BUONA non ne ero proprio a conoscenza! Quanto c'è da imparare dalla natura non lo immagino neanche, sono abituata ad osservare poco ma apprendere questi saperi da cultori del vino e anche della natura è davvero un gran tesoro!

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